L’INVECCHIAMENTO

L’invecchiamento

L’invecchiamento, secondo la SENB (Società Europea di Nutrizione Biologica) è una “condizione parafisiologica della cellula che implica la progressiva riduzione della sua funzionalità e vitalità, rendendola più disponibile all’insorgenza di alterazioni o danni che ne condizionano la possibilità di replicarsi, autoripararsi ed eseguire correttamente la propria funzione”. E i nostri anziani riducono il cibo, con conseguente ipocinesi, cioè scarsa mobilità, che li porta ad una maggiore sedentarietà, poi ad una immobilizzazione, che li induce a ridurre ulteriormente il cibo…….. Si instaura insomma un circolo vizioso. E non si pensi che la cosa tutto sommato riguardi solo i soggetti di una certa età, perchè già a 48-50 anni… cominciano le prime modifiche fisiologiche ed organiche. Si evidenziano le tare ereditarie, e hanno inizio i processi degenerativi più evidenti. Poi verso i 60-70 anni c’è una senescenza graduale (processo involutivo fisiologico). Questo fenomeno è un paradosso dovuto ai progressi della medicina ma anche delle migliorate condizioni in senso globale, che allungano la nostra aspettativa di vita. A questa età si risente in modo progressivo delle affezioni comparse in età precedenti, se non trattate, o se il soggetto non ha mai praticato sport. Tra i 70 e gli 80 anni, età della vecchiaia, c’è incapacità e deterioramento fisico e psichico, poca resistenza alle malattie endogene ed esogene. Oltre gli  80 c’è decadenza totale di tutte le facoltà.

Le Ossa perdono acqua, collagene, lamelle ossee. C’è diminuzione di apporto sanguigno. I muscoli cessano di riprodursi, le miofibrille da rettilinee tendono a disporsi a spirale, con diminuzione della forza, perdita del tono muscolare, aspetto flaccido, limitazione dei movimenti. Il cuore diminuisce di peso, le pareti arteriose si sfiancano, perdono elasticità e si allungano, con diminuzione dei capillari… Insomma, un disastro organico.

Che fare? Ovviamente, premettendo che una corretta e costante attività fisica non dovrebbe mancare già da giovani, i nostri anziani dovrebbero ricominciare a muoversi, ma per poter riacquistare la forza di far ciò dovrebbero alimentarsi adeguatamente, cosa che per molti motivi, non ultimo quello economico, non fanno. Un aiuto può loro venire dalle sieroproteine da latte, che numerosi studi hanno dimostrato avere effetto anabolico e antiossidante.

Uno studio del 2004 (Evans.J Am Coll Nutr. 2004) ha evidenziato che l’attuale apporto proteico giornaliero di meno di 1 grammo per kg corporeo non è purtroppo adeguato per gli anziani in una dieta che debba mantenere il peso e la massa magra.

Andrea Spolaor