SOVRAPPESO, SARCOPENIA E PROTEINE

Da molti anni i vari messaggi “Social” ci propongono immagini di persone belle, in forma, toniche e “magre”. Il risultato è che nelle popolazioni occidentali sono aumentati il Sovrappeso, l’Obesità e le malattie legate all’alimentazione. Infatti l’alimentazione è un fattore che può letteralmente “sconvolgere” la vita di chiunque, nel bene e nel male. E senza guardare ciò che succede negli altri paesi basta pensare ai bambini italiani, che soprattutto intorno agli 8 anni, sono… in sovrappeso per circa il 49% (42,5% per le femmine), e addirittura il 26,6% dei bimbi e 17,3% delle bimbe raggiunge la soglia dell’obesità.
ADOLESCENTI
Inoltre i nostri adolescenti che si mettono a dieta all’età di 16 anni hanno, secondo alcuni studi (Viner e Cole) più probabilità di essere obesi all’età di 30 anni rispetto a quelli che non si mettono a dieta! Altri studi (Neumark-Sztainer et al.) hanno evidenziato che gli adolescenti che hanno riferito di essere a dieta all’inizio del periodo di studio hanno tre volte la probabilità di diventare obesi nei cinque anni successivi rispetto ai loro pari non a dieta. E le diete raccomandate dai dietologi, a prima vista ben bilanciate, ricche di frutta e verdure ma a BASSO CONTENUTO DI GRASSI E PROTEINE, sono risultate infruttuose. Se consideriamo inoltre la SCARSA O NULLA ATTIVITA’ FISICA REGOLARE E COSTANTE, ne esce un quadro desolante.

ANZIANI
E i nostri anziani? Molti di loro soffrono di OBESITA’ SARCOPENICA, caratterizzata da un eccesso di massa grassa e dalla contemporanea perdita di massa muscolare (Roubenoff R: Obes Res. 2004). E’ importante notare che in questo caso non si ha solo un accumulo di grasso periferico o intraviscerale (fattore di rischio cardiovascolare), ma anche intorno al muscolo stesso. Fattore questo, associato, soprattutto nella terza età, al calo della produzione endogena di testosterone, ormone dagli effetti anabolizzanti, in particolare sul metabolismo proteico. In Italia questa evidenza interessa circa un anziano su 5 entro i 70 anni di età, e circa un anziano su 3 dopo gli 80 anni. Anche in questo caso il primo e più importante parametro alimentare nella prevenzione della obesità sarcopenica è un adeguato apporto proteico, affiancato da una regolare e costante attività fisica.
Quindi un piano dietetico che comprenda circa 25-30g di proteine di alta qualità ad ogni pasto ottimizza la sintesi proteica (Dietary protein recommendations and the prevention of sarcopenia Curr. Opin. Clin Nutr. Metab. Care 2009). Addirittura in uno studio di Churchward et alii, del 2016, i soggetti anziani si sono rivelati meno sensibili a dosi così basse di proteine ingerite, ma hanno mostrato forte risintesi proteica in risposta ad una dose di 40 g di proteine per pasto.
Possiamo così allenare la forza di questi soggetti, giovani o anziani, consentendo loro di migliorare la composizione corporea, la tolleranza al glucosio, la sintesi proteica muscolare collegata allo stimolo insulino-dipendente. Già nel 1995 uno studio di Biolo, Maggi et alii, ha dimostrato che se subito dopo l’attività fisica c’è immediata disponibilità di aminoacidi, i processi catabolici (anche quelli derivanti dall’allenamento stesso) sono più che controbilanciati dall’aumento dei processi anabolici, evidenziando un aumento complessivo nelle proteine cellulari contrattili. In buona sostanza un insufficiente apporto proteico può rivelarsi deleterio per l’intero nostro organismo, a qualsiasi età, basti pensare alla perdita di massa muscolare dovuta alla sarcopenia, questo negativo connubio tra l’età e l’inattività fisica, che si manifesta intorno alla quarta decade di vita (anche prima in soggetti fortemente ipocinetici e con carente apporto proteico) e spesso anticamera della obesità sarcopenica. Entrambi i fenomeni interessano non solo milioni di persone, ma anche buona parte degli sportivi amatoriali, che erroneamente credono che il loro allenamento o la loro alimentazione siano corretti e sufficienti.
Questo fenomeno porta ad una perdita di massa magra del 3-5% entro i 50 anni, e successivamente del 1-2% ogni anno. In molti soggetti il patrimonio muscolare viene dimezzato entro i 75 anni di età. Per non parlare della perdita di forza: -40% passando da 30 a 80 anni; e della perdita di potenza, cioè la velocità esecutiva di un gesto: – 50% a 70 anni rispetto ai 20 anni.
In un prossimo articolo cercheremo di analizzare la quantità e la qualità di proteine da introdurre regolarmente nella nostra alimentazione.
A.S.


